AL TANNURA

Compagnia al-Ghury L’Egitto è uno dei paesi arabi più ricchi di tradizioni musicali e folkloriche ma, allo stesso tempo, è stato ed è il luogo delle principali trasformazioni moderne della musica del Vicino Oriente. Nel corso del nostro secolo, in seguito al fenomeno dell’urbanizzazione delle popolazioni rurali, il contatto fra musica d’arte cittadina e musica dei villaggi e delle campagne ha prodotto nuovi stili e forme musicali, sulla spinta della crescente richiesta di forme di intrattenimento e spettacolo di attualità. La danza presentata dalla compagnia al-Ghury è una espressione moderna tesa a preservare la memoria di tradizioni di origine antica, e sintetizza la complessità e la vivacità del patrimonio culturale egiziano. Essa prende il nome dal particolare indumento indossato dai danzatori, tannura, e nel suo sincretismo percepiscono due matrici principali. La prima è quella della danza rituale dei dervisci “volteggianti”, parte integrante del sama’ (audizione mistica e concerto spirituale della tradizione sufi) dell’ordine mevlevi, la confraternita di origine anatolica fondata nel XIII sec. sull’insegnamento del grande mistico Mevlava, e poi diffusa in altre regioni del mondo islamico, Egitto incluso, a partire dal XVI sec. Al Cairo, nel cuore della Cittadella, il rituale ricco di allusioni cosmologiche , era regolarmente praticato fino ai primi decenni del Novecento. La seconda è quella della musica rituale della valle del Nilo, eseguita con gli strumenti tradizionali con i quali si animano cerimonie e feste all’aria aperta: rababa, la viella dei poeti popolari che si suona in piedi, formata da un bastone nel quale è inserita una piccola cassa armonica su cui sono tese due o tre corde di budello suonate con l’archetto; mizmar, termine generico per indicare gli strumenti a fiato di legno, e in particolare l’oboe popolare, diffuso sotto nomi diversi in gran parte dell’area mediterranea; nay, flauto do canna; duff, tamburo a cornice con i piattini di metallo; bendir, tamburo a cornice utilizzato prevalentemente nella musica devozionale; darbuka, tamburo a calice; e i cimbali che accompagnano la danza rotatoria In questa performance gli aspetti simbolici della gestualità esoterica appaiono trasformati in puro virtuosismo spettacolare, ed in luogo dell’armonia comunitaria del gruppo di dervisci vestiti di bianco, la coreografia acrobatica mette in evidenza la figura del solista esaltando il gioco della rotazione delle gonne sovrapposte e vivacemente colorate, con i loro suggestivi effetti cromatici. Gli strumenti musicali scandiscono il movimento dei danzatori e si acquietano nei momenti in cui i cantori intonano lodi in onore del Profeta e dei santi dell’Islam, riprendendo il loro ritmo incalzante che su un crescendo sonoro culmina nella trasformazione del danzatore in caleidoscopio di forme colorate. Grazie a numerose tourneés internazionali del gruppo creato nel 1988, la tannura è oggi uno degli spettacoli più richiesti e apprezzati dal pubblico, non soltanto nei Paesi Arabi, ma in Europa nel resto del mondo. Paolo Scarnecchia