CHEB KHALED

Khaled Hadj Brahim, in arte “Cheb Khaled” (cheb in arabo significa “ragazzo”), nato nel 1960 a Orano (il centro del raï) è considerato il “re del raï”. Nel 1974, a soli quattordici anni, incise il suo primo singolo, “Trig El Lici”. La sua vita cambiò con l’incontro con il produttore Rachid Baba Ahmed, che rivoluzionò il sound del raï inserendo strumenti elettrici e tecniche di registrazione tipiche della musica pop. L’uso di sintetizzatori, chitarra elettrica e batteria elettronica favorì l’avvicinamento delle nuove generazioni alla musica raï. Dopo il successo conseguito nell’85 ad un festival ad Orano, fu costretto dalle minacce degli integralisti islamici a trasferirsi a Parigi. Per Khaled la cosa più importante è mostrare come la musica sia il percorso migliore per giungere alla conoscenza di una cultura, specialmente se, come in questo caso, si dispiega in un teso dialogo tra tradizione e modernità. Le tradizioni sono quelle di un cantante nato in Algeria, un misto di poesia mediterranea e intransigenza islamica; quelle del peso della famiglia, la violenza dei tabù, la modestia dei sentimenti; quelle delle funzioni e dei giorni di una società i cui freni sono duri a morire. La modernità è la resistenza ai fondamentalismi religiosi, la liberazione delle donne, la difesa della democrazia. Tutti questi temi circolano nelle canzoni di Khaled.