CHEIKHA REMITTI

La pioniera del rai fu Cheika Remitti El Ghilzania, che cantò per prima nei night club algerini il piacere del sesso e della vita laica. Il suo pubblico ne fu immediatamente entusiasta e, grazie anche alle sue doti canore, Cheikha divenne una stella di grande successo. Nata nel 1923 a Relizane, un piccolo villaggio algerino, presto orfana, Remiti el-Reliziana (celebre poi come Cheikha Remiti), cresce nella regione di Orano, inizia a esibirsi come ballerina in equivoci locali notturni, ma anche nelle feste e nei matrimoni, seguendo la tradizione tipica delle cheikhat. Quando incise il suo primo 78 giri nel 1936 per la Pathé si face subito apprezzare dalle menti libere e detestare dagli integralisti a causa dei testi provocatori e dissacranti che compone nonostante si dichiari spesso animata da fede religiosa. Quello era solo l’inizio di una carriera decennale costellata di centinaia di cassette reperibili sia nei suk magrebini che nelle vetrine di Barbes, fino ad arrivare all’ultimo disco “Sidi Mansour” inciso in compagnia delle chitarre di Robert Fripp, di East Ray Bay dei Dead Kennedys e del basso “slappato” di Flea dei Red Hot Chilli Peppers per la produzione di Geza X, destinato a scalare vertiginosamente le hit della World Music. Tutto il suo repertorio trae ispirazione direttamente dalle vicende della sua vita e verrà spesso “rubato” nei testi e nelle composizioni, dalla nuova generazione del pop-rai. La sua vita è stata un’avventura: da orfana senza fissa dimora nella regione di Orano a ballerina in una compagnia di musicisti, fino a cantante che ha contribuito a definire le tematiche del rai. La “Piaf” del rai adesso si fa chiamare Hadja, dopo l’avvenuto pellegrinaggio alla Mecca dove ha incontrato la spiritualità, dopo la fame, la miseria, le epidemie (la famosa “Peste” di Camus del 1940) e la scandalosa frequentazione, per anni, di bordelli e di altri luoghi malfamati della regione di Orano.