GNAWA DI MARRAKECH

La parola Gnawa (da “Ghiné awa”, ossia: coloro che provengono dalla Guinea) designa i membri di una confraternita marocchina di antichi schiavi rapiti dal Sudan occidentale dopo la caduta del Mali e del Songhai (fine del XVI secolo). A partire da quell’epoca migliaia di Neri furono portati nei palazzi dei Sultani del Marocco per costituire un corpo militare elitario, la guardia nera, ancora esistente sotto la dinastia alauita. La diaspora verso i Paesi del Maghreb ha accelerato l’islamizzazione: i Neri giurarono fedeltà ai signori ad Hadiths d’El Boukhari – da cui l’appellativo di Abid Boukhari – e costituirono una confraternita religiosa in seno al Tasawf nord africano: attribuiscono la tradizione delle loro pratiche a Sidna Bilal, lo schiavo etiope cristiano, convertito ed affrancato dal profeta Maometto che ne fece il suo muezzin. La pratica coreutico-musicale degli Gnawa, causa e manifestazione di uno stato alterato di coscienza (hal), assolve differenti funzioni, religiose, terapeutiche e sociali: si ritiene che la partecipazione collettiva ai ritmi ed alle danze, pratica principale della confraternita, esplichi una funzione terapeutica nei confronti dei disturbi psichici attribuiti all’opera dei mluk (geni, spiriti). I loro riti conservano molti tratti tipici dei culti di possessione africani. Con il nome di guembri – chiamato anche hejhuj (da una forma verbale che indica ‘scuotimento’, ‘eccitazione’) – viene designato il liuto suonato dal maallem (maestro). Il guembri chiama ciascuno dei mluk attraverso la sua musica; ciascun jinn è attirato da un canto particolare. Nella parte rituale della Lila, il guembri è sempre accompagnato dai qaraqeb (o kerkeba), grandi nacchere in ferro. Il terzo strumento degli Gnawa è il t’bel, tamburo a doppia membrana utilizzato all’inizio della parte rituale della Lila. La musica degli Gnawa presenta delle caratteristiche tipicamente “nere”: canto responsoriale (solista-coro), reiterazione di sequenze melodico-ritmiche, poliritmia. La struttura musicale è messa in rilievo nell’Aada, l’introduzione al rituale suonata dai soli strumenti a percussione.