IBRAHIM JABER & CARLO RIZZO

Carlo Rizzo, veneziano di nascita, è oltre che un ottimo musicista un abile artigiano. Molti dei suoi strumenti a percussione infatti li costruisce personalmente, un retaggio del suo apprendistato artistico; sua ambizione era infatti quella di diventare pittore, ma dopo essersi diplomato presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma (1979), scopre la tecnica del tamburello tradizionale italiano grazie ad Alfio Antico e più tardi la tecnica della tammorra napoletana grazie a Raffaele Inserra. Trasferitosi in Francia nel 1983, inventa e fabbrica lui stesso due prototipi di tamburello: il tamburello politimbrico e il tamburello multitimbrico, che permettono interessanti cambiamenti di timbri e che sviluppano addirittura delle possibilità melodiche. Darbouka, bendir, garam, mazhar, riqq: tutte le percussioni del mondo arabo si confondono sotto le ditta d’Ibrahim Jaber che spesso e volentieri adopera la tecnica di uno strumento per suonarne un altro. E se ciò non fosse sufficiente, ne inventa altre ispirandosi alle poliritmie africane. Come il suo partner ha suonato nei più importanti festival europei, ma oltre alla attività solistica si distingue per aver partecipato a vari gruppi quali Batuk International (percussioni), Kaza Baladi (musica mediorientale), Chocolat (salsa) e Rocket 88 (funk-jazz). Dopo anni di richerche e molteplici esperienze all’estero, il duo Rizzo/Jaber è riuscito a creare una sorta di “tradizione moderna” dove l’improvizzazione ritaglia la sua parte accanto a partiture antiche. Il duo passa con estrema disinvoltura da atmosfere sospese nel tempo a ritmi briosi ed espliciti, sempre attento ad arrichirne timbri, modi e sonorità.