Guadalupe, che assieme a Martinica fa parte delle Antille francesi, fu scoperta da Cristoforo Colombo durante il suo secondo viaggio nel 1493; egli battezzò l’isola "Santa María de Guadalupe" in onore di Nuestra Señora de Guadalupe de Estremadura. I primi abitanti dell’isola la chiamavano Karukera: "L’isola dalle belle acque". In origine abitata dagli indigeni Arawak e successivamente Caribe, Guadalupe fu popolata da coloni europei e da schiavi africani importati per lavorare nelle piantagioni. Colonizzata dalla Francia nel 1635, divenne dipartimento francese nel 1946. Il Gwoka Gwoka è il nome di un tamburo di Guadalupe ma è anche il nome di un genere musicale per la danza di origine africana risalente all’epoca della schiavitù. Lo strumento era inizialmente ricavato da un tronco d´albero; più tardi vennero utilizzati dei barili con cui si trasportavano generi alimentari. Secondo alcuni, il nome gwoka deriverebbe dal francese gros quart che designava le casse di tonno sotto sale o di vino usate in epoca coloniale, anche se un tamburo chiamato n´goka in Africa centrale. La gwoka anima tutte le veglie e le occasioni eccezionali in cui gli schiavi erano autorizzati a radunarsi. L´orchestra gwoka è costituita tradizionalmente da percussioni e voci (solista-coro), ma talvolta si presenta con l’aggiunta di strumenti di provenienza occidentale (chitarra basso, strumenti a fiato, batteria). I ritmi di base sono sette: lewoz, grage, roulé, kaladja, toumblak, kajenbel, mendé. La danza dei “mayoleurs” (o mayole) Danza dei bastoni eseguita da due mayoleurs, simile alla danza de paloteo di molti paesi dell’America Latina. È una danza in via d’estinzione, eseguita raramente e generalmente da persone anziane. A Guadalupe in passato era un “gioco” molto violento (mayole significa “sangue”). Un gruppo di mayoleurs è composto da: a) percussioni: due tamburi di base (boula) e un tamburo solista (maké) che eseguono ritmi che si differenziano da quelli della gwoka; b) la sezione vocale è composta da un solista (comandé) e dei coristi (répondé); i canti fanno parte di un repertorio tradizionale costituito da omaggi agli anziani e ringraziamenti particolari; c) combattenti: i danzatori si affrontano con i bastoni in uno spazio ben delimitato davanti ai tamburi e il tamburo maestro che, con frasi codificate, invita un combattente ad assalire l’avversario. Egli può anche fermare il combattimento se ritiene che rischi di diventare troppo violento. Dopo tre “toccate” egli sostituisce il perdente oppure ambedue i combattenti. I colpi sulle mani sono proibiti ma tutte le altre parti del corpo possono essere toccate. Si tratta di un rituale con delle regole molto precise.