La Thailandia, il “Paese degli uomini liberi” (“thai”: popolo libero), un tempo chiamato “Siam” fa parte della vasta area geografica dell’Indocina; a differenza degli altri paesi del Sud-est asiatico, come la Cambogia, la Birmania, il Laos e il Vietnam, la Thailandia è rimasta fuori dalle spartizioni coloniali anglo-francesi, mantenendo relativamente inalterata la propria secolare identità culturale. Il Khon, dramma danzato con uso di maschere, risale al XV secolo. Si pensa abbia avuto origine dal Nang Yai, il teatro d´ombre, con la sostituzione delle marionette con attori. Infatti, fino a qualche anno fa, la scenografia tradizionale prendeva uno schermo bianco come fondo-scena. Originariamente tutti gli attori del Khon portavano maschere e l´impossibilità ad emettere qualsiasi suono ha reso necessaria la presenza nell´orchestra di "recitatori-cantori" (il khon-pak). Più tardi, gli attori che interpretavano esseri umani e dèi sostituirono alle maschere l´uso di particolari copricapi appuntiti. Ma nonostante questo solo ai clowns è consentito usare la voce. I movimenti degli attori devono essere perfettamente sincronizzati alla recitazione del testo. Il libretto del Khon è quasi invariabilmente il Ramakien, la versione thailandese dell´epica indiana Ramayana, integrate con le scritture buddhiste e con l´epica giavanese Srivijaya, elaborata dal re Rama I, il fondatore della dinastia Chakri. Questo dramma è accompagnato dalla musica sia vocale che strumentale. L´orchestra piphat è formata da: pi-nai (oboe), kong wong (piccoli gong), raned-ek (xilofono), tapone e klong tad (due strumenti a percussione) e ching (piccoli cembali). Dei sette toni della scala thailandese, solo cinque sono maggiormente usati e questo avvicina la musica dell’orchestra thailandese alla musica pentatonica cinese e al gamelan giavanese slendro.