1989: XIV Edizione

1989: XIV Edizione

"LE VIE DELLA MUSICA: ASIA/AFRICA/AMERICA"
E. Lurie, J. Jaffe, M. Ribot, J. Beal con A. Pedernera (Argentina / Usa)
Nusrat Fateh Ali Khan (Pakistan)
"Khon": Compagnia di musica e danza di Thailandia (Thailandia)
Musica dei funerali dei Senufò-Fodonon (Costa d'Avorio)
Musica, danze e cerimonie del Guadalupe (Guadalupe)
Dariush Tala'i e Mohammad Ghavi-Helm (Iran)
Blues, Spirituals e musica tradizionale del Texas: J. Burrus, B. Neely, O. Mayes
(Texas - Usa)

E. Lurie, J. Jaffe, M. Ribot, J. Beal con A. Pedernera (Argentina/Usa)
Tango: tradizione e contemporaneità
Il bandoneonista argentino Alfredo Pedernera, nato nell'Arrecifes, una provincia di Buenos Aires, ha cominciato a suonare il bandoneon all'età di undici anni, incoraggiato dallo zio Emiliano Samonta. Prima di trasferirsi, nel 1989 a New York, aveva suonato dappertutto in Sudamerica con musicisti come Rodolfo Biagi, Francisco Canaro e molti dei più famosi complessi di tango.
Pedernera presenta a Musica dei Popoli, insieme a Evan Lurie (pianoforte), Jill Jaffe (violino), Marc Ribot (chitarra) e John Beal (basso), alcune elaborazioni jazzistiche sul tango, scritte e orchestrate da Evan Lurie, fondatore, assieme al fratello John, del gruppo The Lounge Lizards. Da "Pieces for Bandoneon", l'ultimo album realizzato da Lurie con Pedernera, Roberto Benigni ha voluto trarre la colonna sonora del suo film "Il piccolo diavolo", la cui realizzazione è stata affidata allo stesso Lurie.

Nusrat Fateh Ali Khan (Pakistan) Musica e canto "kawali"
Kawali (o Qawwali) è il canto devozionale della setta islamica Sufi (“sufi” significa “vestiti di lana”, riferito al saio indossato dagli asceti mistici). Secondo la tradizione, ebbe inizio nel XII secolo, quando il santo sufi Hazrat Moinuddin Chisti cominciò per primo a far opera di proselitismo presso gli Hindu del subcontinente indiano. La musica devozionale era talmente meravigliosa che ben presto si rese conto che la maniera che sorgeva spontanea per pregare Allah era cantare piuttosto che recitare.
La musica risultante, piena di misticismo, è basata sulla poesia turco-persiana, in cui il linguaggio dei sensi è allegorico, cosicché "The Beloved" è Dio, "wine" è la saggezza e l'amore divino, "The Tavern" è il cuore, e la bellezza fisica è la metafora dell'illuminazione. Questo canto, profondamente emotivo, caratterizzato da frequenti oscillazioni di stati d'animo, consiste in una serie di variazioni su temi tradizionali.
Nato a Faisalabad il 13 ottobre 1948, Nusrat apprese il canto qawwali dal padre Ustad Fateh Ali Khan, famoso musicista classico, il quale, malgrado avesse preferito per lui una professione estranea alla musica come quella medica, capitolò di fronte al talento del figlio. Nel 1965, un anno dopo la morte del padre, Nusrat decide di dedicarsi completamente alla musica, e di lì a poco si integrò nel party (gruppo) diretto dallo zio, Ustad Mubarik Ali Khan, il cui figlio Mujahed canta oggi con Nusrat. L’altro suo zio, Ustad salamat Ali Khan, apprese anche lui teenager l’arte del qawwali.
Uno dei più importanti elementi del qawwali è il tarana. Il tarana era originariamente un modo esoterico di esprimere idee religiose in una maniera segreta che combina sillabe persiane che non hanno un senso palese ma a cui è stato conferito un significato nascosto. In tal modo, idee politicamente a rischio potevano essere espresse in codice, e ai giorni nostri, sebbene il senso mistico non può essere noto neppure al cantante, è ancora presente, anche se l’ascoltatore non può capirlo.


"Khon": Compagnia di musica e danza di Thailandia (Thailandia)
La Thailandia, il “Paese degli uomini liberi” (“thai”: popolo libero), un tempo chiamato “Siam” fa parte della vasta area geografica dell’Indocina; a differenza degli altri paesi del Sud-Est Asiatico, come la Cambogia, la Birmania, il Laos e il Vietnam, la Thailandia è rimasta fuori dalle spartizioni coloniali anglo-francesi, mantenendo relativamente inalterata la propria secolare identità culturale.
Il Khon, dramma danzato con uso di maschere, risale al XV secolo. Si pensa abbia avuto origine dal "Nang Yai", il teatro d'ombre, con la sostituzione delle marionette con gli attori. Infatti, fino a qualche anno fa, la scenografia tradizionale prendeva uno schermo bianco come fondo-scena. Originariamente tutti gli attori del Khon portavano maschere e l'impossibilità ad emettere qualsiasi suono ha reso necessaria la presenza nell'orchestra di "recitatori-cantori" (il khon-pak). Più tardi, gli attori che interpretavano esseri umani e dèi sostituirono alle maschere l'uso di particolari copricapi appuntiti. Ma nonostante questo solo ai clowns è consentito usare la voce. I movimenti degli attori devono essere perfettamente sincronizzati alla recitazione del testo.
Il libretto del Khon è quasi invariabilmente il Ramakien, la versione thailandese dell'epica indiana Ramayana, integrate con le scritture Buddhiste e con l'epica giavanese Srivijaya, elaborata dal re Rama I, il fondatore della dinastia Chakri. L'orchestra Piphat è formata da: pi-nai (oboe), kong wong (piccoli gong), raned-ek (xilofono), tapone e klong tad (due strumenti a percussione) e ching (piccoli cembali). Dei sette toni della scala musicale thailandese, solo cinque sono maggiormente utilizzati e uesto avvicina l'orchestra thailandese alla pentatonica cinese e allo slendro del gamelan giavanese.

Musica dei funerali dei Senufò-Fodonon (Costa d'Avorio)
Il gruppo linguistico dei Fodonon costituisce una delle numerose popolazioni dell'area Senufo, la cui arte plastica e scultorea è universalmente riconosciuta come una delle più affascinanti dell'Africa Occidentale. I Fodonon, circa 20.000 persone, abitano una quindicina di villaggi nel nord della Costa d'Avorio, nella regione di Korhogo. Sono considerati tra i più antichi abitatori di tale territorio: maestri della terra e maestri della pioggia, anche nei villaggi dove sono in minoranza, godono inoltre, presso i gruppi etnici confinanti, di una certa reputazione di arcaicità culturale. Oltre alle loro specificità linguistiche essi hanno potuto mantenere fino ad oggi, in questa regione in pieno mutamento, la vitalità di istituzioni o di pratiche sociali e religiose comuni a tutti i Senufo - culto dei gemelli, società iniziatica degli uomini divinazione - o loro proprie, come la società iniziatica delle donne, l'apprendimento della lingua segreta, e una riconosciuta competenza in traumatologia.
Presso i Fodonon la musica è stata motivatamente privilegiata nella celebrazione dei funerali. Questi ultimi danno luogo, per più giorni, ad imponenti prestazioni musicali dove l'atmosfera della festa prende la sua rivincita sulle difficoltà dell'esistenza quotidiana e sulla tristezza della morte, per meglio socializzarla e dividerne il peso.
Bolonyen (lett. "la gente della lunga zucca") è il nome che viene dato alle orchestre che eseguono la musica funebre, con cui i musicisti accompagnano il loro canto. Lo strumento principale del bolonyen è il bologbogo ("grossa zucca"); l'alternanza di suoni ottenuti pizzicando la corda con la mano destra e battendo sulla cassa, dona a questo insieme di arpe la sua sonorità peculiare, caratterizzata da una saturazione contrastata di timbri sordi e di urti opachi. La corda viene tesa in funzione del timbro ricercato, senza alcuna considerazione per le altezze sonore che sono fissate a piacimento da ciascun musicista. Oltre agli arpisti, due o tre suonatori di sonagli assicurano all'unisono una certa continuità timbrica su un ostinato ritmico che permette di condurre e di far evolvere il tempo con molta sottigliezza. Questa musica viene suonata normalmente per accompagnare la danza di vari personaggi mascherati, in stili differenti, a seconda che il defunto sia uomo o donna. In quest'ultimo caso, la danza degli abitanti del villaggio si sostituisce a quella delle maschere ma la musica non ne risente affatto. I musicisti si lasciano condurre stretamente dalle iniziative dei danzatori e le maschere, nel caso siano presenti, hanno il solo effetto di donare maggiore energia ai cantanti e al ritmo.
I riti d’iniziazione sono svolti da una società segreta maschile, il poro, nei dintorni di un bosco sacro. Gli strumenti e le maschere vengono tenute nascoste nel bosco sacro e portate fuori solamente per particolari cerimonie rituali. Canti e danze rituali sono eseguite dalla società segreta dei poro in varie occasioni, principalmente per l’integrazione di nuovii elementi nella società e per le cerimonie funebri. Durante i rituali solo ai membri adulti pienamente iniziati (tyolobélé) viene permesso l’uso della tromba cerimoniale nanaa, il cui suono simboleggia il ruggito del leone. Tra i Senufo, solo alle donne della tribù Fodonon è concesso l’uso del tamburo d’acqua dunu appartenente alla società femminile poro.


Musica, danze e cerimonie del Guadalupe (Guadalupe - Antille Francesi)
Il Gwoka
Gwoka è il nome di un tamburo di Guadalupe ma è anche il nome di uno stile musicale. Lo strumento era inizialmente ricavato da un tronco d'albero; più tardi vennero utilizzati dei barili con cui si trasportavano generi alimentari. Secondo alcuni il nome gwoka deriva proprio da questi barili anche se un tamburo chiamato n'goka esiste in Guinea. Il Gwoka anima tutte le veglie e le occasioni eccezionali in cui gli schiavi erano autorizzati a radunarsi. L'orchestra gwoka è costituita tradizionalmente da percussioni e voci (solista-coro), ma talvolta si presenta con l’aggiunta di strumenti di provenienza occidentale (chitarra basso, strumenti a fiato, batteria). I ritmi di base sono sette: lewoz, grage, roulé, kaladja, toumblac, pajenbel, mendé.
Gwoka non è semplicemente una musica che accompagna le danze. Si tratta piuttosto di un "gioco" tra musicisti e danzatori che si evolve secondo le regole del "domanda" e "offerta". Musicisti e danzatori conducono a turno questo gioco che non ha una durata definita, si contendono la padronanza, si accapigliano, lanciano sfide. Il danzatore o il musicista che si dimostra il più ispirato o il più virtuoso dominerà il gruppo. D'altronde tra gli artisti regna un reciproco rispetto e il danzatore passa il piede sopra il tamburo in segno di apprezzamento. Il Gwoka richiede quindi un'intesa perfetta tra musicisti e danzatori al fine di generare questa fusione tra musica e danza dove l'impulso è dato dal suonatore oppure dal danzatore.
La danza dei “mayoleurs” (o mayole)
Le origini di questo duello danzato con bastoni non sono molto precise ma è piuttosto diffuso, come danza de paloteo, in molti paesi dell’America Latina. A Guadalupe in passato era un “gioco” molto violento (mayole significa “sangue”). Un gruppo di mayoleurs è composto da:
a)    percussioni: due tamburi di base (boula) e un tamburo solista (maké) che eseguono ritmi che si differenziano da quelli della Gwoka;
b)    la sezione vocale è composta da un solista e diversi coristi o “risponditori”; i canti fanno parte di un repertorio tradizionale costituito da omaggi agli anziani e ringraziamenti particolari;
c)    combattenti: i danzatori si affrontano con i bastoni in uno spazio ben delimitato davanti ai tamburi e il tamburo maestro che, con frasi codificate, invita un combattente ad assalire l’avversario. Egli può anche fermare il combattimento se ritiene che rischi di diventare troppo violento. Dopo tre “toccate” egli sostituisce il perdente oppure ambedue i combattenti. I colpi sulle mani sono proibiti ma tutte le altre parti del corpo possono essere toccate. Si tratta di un rituale con delle regole molto precise.
Dariush Tala'i & Mohammad Ghavi-Helm (Iran) 9]
Il repertorio della musica classica persiana è noto come radif (serie, ordine). Il radif comprende da 300 a 400 gusheh-ha (sing. gusheh, brano musicale), suddivisi in 15 gruppi detti anche dastghah-ha (sing. dastgah, organizzazione). L'esecuzione di ogni dastgah comincia con una o più daramad (introduzione). Nel daramad viene presentato il modo (maqam) e la formula melodica (mayé) caratteristiche del dastgah. Dopo la sezione daramad vengono sistematicamente introdotti vari gusheh-ha del dastgah prescelto e molti di essi richiedono modulazioni dal modo del daramad ad altri modi. Un dastgah comprende una serie di gusheh-ha, la cui struttura modale e melodica è variabile, eseguiti in un ordine tradizionalmente stabilito, che talvolta non possiede una logica apparente. La formula cadenzale (forud) che segue ad alcuni gusheh-ha, ha lo scopo di tenerli insieme e nello stesso modo di ricondurre l'ascoltatore al modo fondamentale (maqam).
Dariush Tala'I, nato a Damavand, ha studiato la tradizione del radif con i più importanti musicisti del suo paese, come Ali Akbar Shahnazi (tar), N.A. Borumand (teoria), V. Forutan (setar) e A. Davami (tecnica vocale). All'università della capitale iraniana Tala'I ha insegnato per tre anni ed è stato insignito di numerosi premi. Dal 1978 vive a Parigi e continua la sua attività internazionale di concertista. Mohammad Ghavi-Helm è nato a Teheran dove ha studiato a partire dall'età di dodici anni presso il Conservatorio. Nel 1972 è entrato a far parte della Filarmonica di Teheran come percussionista. Insegna abitualmente al Conservatorio di Ligny (Francia).

Blues, Spirituals e musica tradizionale del Texas (Usa)
John Burrus Canti dei cowboy e musica country
John Burrus inizia a cantare all'età di 23 anni: cowboy nei rodeo, amava suonare la chitarra in attesa del suo turno nella competizione e cantare i vecchi canti tradizionali ai quali ne aggiungeva altri nel repertorio dei cowboy e del country. John Burrus è cresciuto a El Dorado, vicino a Sant'Angelo. Si dedica soprattutto all'allevamento di cavalli da tiro, da corsa e alle gare di rodeo. Benchè, nel 1986, una brutta caduta da cavallo abbia interrotto la sua carriera di cowboy, egli continua a partecipare attivamente ai rodeo organizzati dalla Old Timers Association. Soprattutto canta e suona la chitarra negli accampamenti estivi, nelle feste tradizionali e nei raduni che precedono il rodeo.

Bill Neely Blues
Da bambino Bill Neely ascoltava il blues dei raccoglitori di cotone, dei braccianti che lavoravano nella fattoria del padre e, in casa, la voce dello zio che aveva lavorato nel Texas occidentale e che cantava un repertorio di canti da cowboy. All'età di 14 anni Bill incontra il leggendario cantante Jimmy Rogers che gli insegna i primi accordi sulla chitarra. A 15 anni, fallita l'azienda del padre a causa della grande depressione, lascia la scuola e inizia a lavorare nei campi di cotone. Come milioni di altri americani prende un treno merci e parte in cerca di lavoro. Negli anni seguenti percorre tutti gli States seguendo il ritmo delle stagioni e le offerte di lavoro. Nella metà degli anni Trenta raggiunge in autostop la Deep Ellum Section a Dallas e suona al "Ma's Place", un club famoso a quell'epoca, frequentato da molti musicisti ma anche da noti gangsters come Raymond Hamilton e Pretty Boy Floyd. Lì egli scopre il "Deep Ellum Blues".
Dal 1962 Neely vive ad Austin (Texas) e continua a suonare nei club o in occasione di feste. Oltre ai brani tradizionali suona diverse composizioni originali, evocando la vita della strada e i problemi di tutti i giorni: «...non so se questo si possa chiamare blues. Ho scritto diverse canzoni, una cinquantina penso, ma non ho mai scritto canti da cowboy, ma piuttosto dei canti sulle difficoltà della vita ai tempi in cui "facevo la strada" all'epoca della grande depressione...».

La poesia e gli spirituals di Osceola Mayes
La poetessa nera Osceola Mayes, età 79 anni, vive a sud di Dallas con suo marito. Domestica in pensione, si ricorda tutte le poesie imparate nell'infanzia che contengono fortissime immagini relative al periodo della schiavitù. La maggior parte di queste poesie le sono state insegnate dalla madre e dalla nonna che all'epoca della proclamazione della liberazione degli schiavi aveva 10 anni. Questi testi contengono una vasta gamma di esperienze vissute dai negri fino alla fine del XIX secolo: grandi avvenimenti storici, fenomeni socio-politici, fatti personali e quotidiani.
Osceola Mayes canta anche gli spirituals tradizionali tramandati dalla sua famiglia sin dai tempi degli schiavi: «...gli schiavi amavano ascoltare questi canti che gli insegnavano la propria storia. Il padrone d'altronde, non vi vedeva nessuna inconvenienza e non capiva le velate insinuazioni contenute nei testi, altrimenti avrebbe senz'altro fatto frustare il cantante...».

Powered by Onlinesubito.it | XHTML