1985: VIII Edizione

1985: VIII Edizione

"MUSICA TRADIZIONALE DELL'URSS"
Gruppo Rustavi (Georgia)
Musica del Kazakhstan e difonie dell'Altai e del Tuva (Kazakhstan/Tuva)
I Mugam del l'Azerbaigian (Azerbaigian)
Orchestra tradizionale "Shashmaqom" (Uzbekhstan)

 Gruppo Rustavi (Georgia) Polifonie della Georgia
La regione transcaucasica conformata da Georgia, Armenia e Azerbaijan è una delle aree folkloriche più ricche della ex-URSS. I Giorgiani e gli Armeni sono stati tra i primi popoli cristianizzati, essendosi convertiti intorno al IV secolo, ed ambedue possiedono una ricca e differenziata tradizione musicale ecclesiastica. La cultura musicale era ampiamente diffusa già tra le antiche tribù dei Mocinki, lontani antenati dei georgiani. Il re Assureti Sargon (VIII sec. a.C.) scriveva che «nel paese dei Mana la gente trasformava in gioia il lavoro grazie alle canzoni» (C.Aslanichvili, Scritti sulle canzoni popolari georgiane). Risulta evidente dalle opere dello storico greco Senofonte come, all'epoca (IV sec. a.C.), fosse popolare tra le tribù georgiane la musica laica, soprattutto le canzoni di guerra e per le danze, eseguite sempre con grande originalità.
La Georgia ha una lunga tradizione di canto corale, dal trio alla grande ensemble formato generalmente da uomini. Il gruppo di Rustavi (città georgiana a pochi chilometri dalla capitale Tbilisi) ha conservato la forma e la struttura dei cori tradizionali georgiani. Ispiratore e organizzatore del gruppo "Rustavi" è Anzor Erkomaichvili, rappresentante della settima generazione dell'omonima dinastia di celebri musicisti.
Nelle varie zone della Georgia è ancora molto viva, accanto alla pura musica vocale, la tradizione dell'accompagnamento strumentale, tradizione che il gruppo Rustavi ha assimilato nei suonatori di ciuniri, ciangui, panduri, cionguri, salamuri, tra cui spicca il virtuosismo di Omar Kalaptrichvili, solista di salamuri (ciaramella pastorale). Questo strumento occupa un posto di rilievo nello studio scientifico degli antichi strumenti popolari georgiani, del loro repertorio e della loro evoluzione attraverso i secoli: il salamuri sembra infatti risalire al 2000 a.C.

Musica del Kazakhstan e difonie dell'Altai e del Tuva (Kazakhstan)
Termeh del Kazakhstan
La parola "termeh" indica sia una tecnica di canto vocale che il contenuto di un brano musicale o poetico. Si tratta di uno stile in uso soprattutto presso le popolazioni del Kazakhstan e di alcune regioni dell'Asia Centrale. Consiste in un'improvvisazione poetica e musicale su temi morali o filosofici. In alcuni casi è una sollecitazione alla lotta o serve a commemorare particolari eventi o persone. E' sempre interpretato da una sola voce accompagnata dalla domra o dombra (liuto bicordo a manico lungo suonato senza plettro), dal kobyze (violino tradizionale suonato con l'archetto), e da altri strumenti popolari a percussione.

Difonie di Tuva e Altai
Kuular, solista del Tuva, esegue un repertorio di canti difonici, accompagnandosi con l'ygyl (liuto a due corde) e il chomus (scacciapensieri). Il canto difonico è caratteristico della musica del Kazakhstan e della Mongolia.
Originariamente era il canto dei pastori nomadi che si accompagnavano con la dombra, un tipo di liuto a manico lungo con due corde, nel corso delle loro peregrinazioni attraverso steppe e montagne. Il canto difonico è stato poi sviluppato dagli akynes, i bardi dell'Asia Centrale, che ne hanno perfezionato la tecnica e il repertorio. Tuttora essi vengono frequentemente chiamati alle feste e ai matrimoni.
La difonia è l'arte di cantare emettondo contemporneamente due suoni diversi, mediante l'utilizzo della cavità orale e della faringe: il cantante arriva così a produrre simultaneamente un suono di base e l'uno o l'altro dei suoi armonici, che risuona, nettamente percepibile, alla maniera di un flauto. L'interprete può anche modulare dei suoni contemporaneamente con un abile controllo delle risonanze vocali. Le difonie dei Monti Altai, eseguite dal solista Ivan Chingin, sono tratte dall'epopea epica "Altagin Saadak". Chingin accompagna il suo canto con lo scoor (flauto) e il topsciuur (liuto a due corde).
I Mugam dell'Azerbaigian (Azerbaigian)
L'Azerbaigian, diviso in due aree geo-politiche, l'Azerbaigian caucasico e l'Azerbaigian persiano, è un crogiuolo di etnie e culture. Gli ashik azeri, come gli achung o ashug turchi e armeni (il termine in arabo significa “amante”), sono cantastorie che interpretano per tutto il paese le antiche storie epiche e i canti di festa; si calcola che attualmente ne esistano ancora circa 500. Il più famoso di questi cantastorie era Sayat Nova (1712-1795) che viveva a Tiflis (Tbilisi), la capitale della Georgia, e divenne musicista di corte presso il re Heracles II.
La musica è monodica e, quando è presente, il coro è all'unisono. La principale forma musicale della Repubblica Islamica di Azerbaijan è iI mugam, che si riferisce a un modo musicale come il makam turco e il maqam arabo, ma indica anche un repertorio vocale e strumentale, eseguito da piccoli gruppi di cantori (kamande) e di strumentisti (sazande).
Gli strumenti principali sono il kemençe (violino tradizionale ad archetto), il saz e il tar (liuti a manico lungo provenienti rispettivamente dalla tradizione musicale turca e quella iraniana), lo zurna (oboe popolare), il duduk (flauto), e vari tipi di percussioni.
Il trio è composto tradizionalmente da tar, kamancha e daf. Il mugam inizia con un preludio strumentale e continua con una sequenza di brani vocali interrotti da alcune improvvisazioni strumentali. I canti e le musiche sono eseguiti dal trio composto da Arif Babaev Imran, Aliev Gabil Mustapha e Bairamov Gabibula.

Orchestra tradizionale "Shashmaqom" (Uzbekhstan)
La musica colta dell'Uzbekhstan, come anche del Tadjikistan, consiste di opere vocali e strumentali estese dette makom, mentre in Azerbaigian vengono talvolta chiamate dastgya (ambedue i termini derivano da maquam e dastgah utilizzati nel Vicino Oriente, ma con significato diverso). La sezione ritmica si basa sulla doira, grande tamburo munito di anelli all'interno. I fiati sono rappresentati dal nay (flauto diritto), dal surnay (oboe), dal karnay (tromba che raggiunge i tre metri di lunghezza). I loro nomi derivano dalla parola nay che significa "canna" (e quindi flauto). Gli strumenti a corda più comuni in questa regione sono il ghigiak (violino a tre corde suonato con l'arco), il setar (liuto a dieci corde), il dutar o doutar (liuto a due corde), e il tchanghe (strumento tradizionale a corde triple metalliche di forma simile a una zucca). Il canto può essere effettuato secondo norme e stili differenti. Il katta-achula, diffuso nella valle di Ferguna, si caratterizza per le melodie improvvisate, cantate sulla base di una fabulazione ritmata: è una delle forme di canto più arcaiche.
In Asia Cenrale furono situati diversi centri di teoria musicale musulmana; Al Farabi nacque probabilmente nel Turkmenistan e il teorico del secolo XI Ibn Sina (conosciuto in Occidente come Avicenna) fu educato a Bukhara. Queste due figure costituiscono l'inizio di una lunga serie di eruditi che contribuirono al progresso della teoria musicale musulmana; ma di maggior importanza per la tradizione della musica colta centroasiatica fu l'opera di Kaubaba (m.1526) che realizzò un'analisi di Shashmakon, la collezione fondamentale delle suites makom su cui si sono basate tutte le interpretazioni moderne della musica classica tadjica e uzbeka. Il gruppo ospite della rassegna prende il nome da questo repertorio tradizionale.

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