1982: V Edizione

1982: V Edizione

"SUDAMERICA: 3 CULTURE"
Ernesto Cavour (Bolivia)
Cantadoras del alabao (Colombia)
Conjunto folklorico Colombia Negra (Colombia)
Los Juglares de la Revolucion (Panama)
Un Solo Pueblo (Venezuela)
Wilkalacaya - Indios Quechua (Bolivia)
Netos de Popo (Brasile)

 Ernesto Cavour (Bolivia)
Ernesto Cavour è uno straordinario interprete di charango, il caratteristico chitarrino di armadillo tipico della Bolivia, che ha saputo riproporre la musica mestiza (meticcia) andina mantenendosi fedele alla tradizione autoctona. Il charango è un liuto di ridotte dimensione derivante da una delle taglie acute della chitarra rinascimentale; ne conserva infatti numerose caratteristiche, quali forma a otto della cassa, dimensione, corde doppie, fondo bombato. La cassa è ricavata dal guscio di armadillo o scavata nel legno, le corde sono 10 (5 doppie), l'accordatura non in scala richiama quella tipica della musica antica e del folklore musicale europeo. In prevalenza è usato da creoli (criollos) e meticci (mestizos) come strumento di accompagnamento e solista (gli indios adoperano maggiormente i flauti). La tecnica dello strumento alterna l'accompagnamento accordale (rasgueado) all'esecuzione melodica (punteado).
Cantadoras del alabao (Colombia)
Nella costa pacifica della Colombia, dove sono vive le maggiori tradizioni musico-coreutiche afro-colombiane, esiste un ricco repertorio di canti di lode (sp. alabanza, da cui alabado o alabao) dedicati al santo patrono, eseguiti perlopiù nelle veglie funebri (velorios) per la morte di un adulto. Si tratta di canti corali "a cappella" (privi di accompagnamento strumentale) eseguiti da sole donne, dette cantadoras, in uno stile prossimo alle litanie processionali della Spagna; in essi è riscontrabile il modalismo ecclesiastico del canto gregoriano importato dai missionari per evangelizzare la popolazione africana della regione. Il repertorio delle cantadoras di Buenaventura include anche i cantos de boga, i canti del vogatore (boga) che con la canoa attraversa le vie fluviali nella selva del Chocò. Il gruppo corale interpreta anche alcune jugas, canti in forma responsoriale in cui la frase della solista è ripresa e reiterata ciclicamente dal coro, accompagnando il canto con i guasà (idiofoni a squotimento).
Conjunto folklorico Colombia Negra (Colombia)
Il gruppo (conjunto) Colombia Negra, composto da sei musicisti e otto danzatori, è originario della costa pacifica colombiana, in cui è concentrata la maggior parte della popolazione di origine africana. L'organico strumentale che tradizionalmente interpreta il currulao (ritmo e danza afro-colombiana) è composto da una marimba, xilofono fatto con tasselli di chonta (palma) e risuonatori di guadua (bambù), due cununos, tamburi monomembranofoni con un sistema di accordatura "a zeppe" suonati con le mani, due bombos, tamburi gravi a due membrane suonati con una bacchetta sul fusto e una mazza sulla pelle, e guasà, sonagli tubolari costituiti da una canna di bambù riempita da semi di achira, agitati dalle donne del coro (cantadoras).
Della regione del Chocò, il Conjunto Folklòrico interpreta canti e danze di origine spagnola, come la jota (interpretata tradizionalmente dalla chirimìa chocoana) e il romance (ballata narrativa). Il repertorio del gruppo include anche ritmi e danze della costa atlantica o caraibica colombiana, come il bullerengue, antica danza d'iniziazione femminile, e la cumbia, danza sociale di corteggiamento.
Los Juglares de la Revolucion (Panama)
Los Juglares de la Revoluciòn (I Giullari della Rivoluzione) sono un gruppo musicale che si è formato nel pieno del processo rivoluzionario del Panamà, quando, durante gli avvenimenti del 1972, il generale Omar Torrijos Herrera conduceva le sollevazioni popolari. Il gruppo fa capo al folklorista Franco Poveda, chitarrista, e il loro repertorio è composto da brani appartenenti alla ricca cultura musicale panamense, frutto della mescolanza etno-culturale afro-ispanica. Nel loro repertorio figurano: la saloma (canto montanaro), la mejorana (danza tradizionale accompagna dal chitarrino a 5 corde detto mejoranera), il punto campesino (melodia strumentale eseguita con chitarra, tamburo e güiro), la marucha (tamborito, canto e ritmo diffuso nell'area colombo-panamense), il socavòn, la cumbia, ecc.

Un Solo Pueblo (Venezuela)
Un Solo Pueblo è una compagnia che presenta il folklore venezuelano nella sua identità trietnica (ispanica, africana e amerindia), rappresentate da "un solo popolo". Il repertorio del gruppo è quindi composto da canti e balli della tradizione creola spagnola: nanà o arrorrò (ninna-nanna), aguinaldo e villancico (canti natalizi), joropo (danza del Llano), décima (canti narrativi), ecc; della tradizione africana: parranda, fulia, golpe de tambor, ecc; e della tradizione indigena: toque de carrizos e musica guajira.

Wilkalacaya - Indios Quechua (Bolivia)
Nel villaggio andino di Wilkalacaya, vicino a Tapacarì nel dipartimento di Cochabamba (Bolivia), vive una comunità indigena del gruppo etno-linguistico Quechua. In occasione di eventi festivi di carattere religioso, scendono nel paese più vicino, Tapacarì, per rendere omaggio alla Pachamama (Madre Terra). Il sincretismo religioso si verifica là dove le danze per la pioggia, per la fertilità e il buon raccolto è incentrata sulla figura della Pachamama identificata talvolta con la Vergine. I campesinos hanno così cercato di mantenere viva la propria cultura e le proprie tradizioni mediante l'isolamento geografico e il "mascheramento" dei propri riti con il cerimoniale cattolico.
La danza dei lichihuayos viene eseguita unicamente in occasione della Fiesta de Santiago (25 luglio) dai campesinos (contadini) che entrano a Tapacarì: una donna porta sulla testa la statua del santo (S.Giacomo), seguita dai lichihuayos, musicisti e danzatori che suonano la quena (flauto lungo a tacca) accompagnata dalla tambora (piccolo tamburo bimembranofono). Il suonatore di tambora è spesso vestito da donna anziana, perché rappresenta la fecondità (Kalinchà: la nutrice). Tra i Quechua esistono orchestre di musici che suonano esclusivamente flauti di pan, in spagnolo detti zampoña e in quechua lakitas, formati da due file di canne, di cui una dal fondo chiuso e l'altra dal fondo aperto. I lakitas vengono sempre suonati in coppia (ognuno da un esecutore): un flauto arca (6+6 canne) considerato di genere femminile, e un flauto ira (7+7 canne) di genere maschile. L'ira (il flauto che conduce) e l'arca (il flauto che segue) si alternano e si complementano, componendo in tal modo l'intera linea melodica. I sikuris sono i suonatori di un altro tipo di flauto di pan, il siku, formato da 17 canne doppie. I suonatori impugnano nella mano destra il siku mentre con l'altra percuotono un tamburo basso a due pelli, la wankara. A questi si aggiunge un corno di bue (pututu) che emette lunghi suoni di richiamo. A Tapacarì questa danza detta Wayñu è eseguita per la festa di Santiago (S. Giacomo, 25/7) e la festa di S. Augusto (28/8), ma rimane essenzialmente consacrata alla Pachamama e invoca la sua protezione per i campi e per la seminatura.


Netos de Popo (Brasile)
Il gruppo Netos de Popo (Nipoti di Popo) si esibiscono in diverse danze acrobatiche come la capoeira, il makulelé, la samba de roda e il candomblé. La capoeira di Bahia è una lotta-danza, una sorta di arte marziale in forma musico-coreutica, di probabile origine angolana (Bantù), riscontrabile nei rituali n'golo di Benguela e bassula di Luanda. Con movimenti velocissimi degli arti, i danzatori cercano di colpirsi a vicenda con i piedi e non possono in nessun caso fermarsi o toccare terra con mani e piedi contemporaneamente. La capoeira è accompagnata dal berimbau e dai caxixi: il berimbau è un arco musicale di legno con una corda metallica alla cui estremità inferiore è fissata una zucca che serve da cassa di risonanza; il filo metallico produce un suono vibrante quando è colpito con un bastoncino, e i caxixi sono cestini di vimini contenenti sassolini o conchiglie usati come maracas, che avevano anche la funzione di segnalare l'arrivo della polizia con un ritmo particolare chiamato 'cavaleria'. Sotto l'apparenza ludica-coreutica si nascondeva l'opposizione alle autorità.
Il makulelé è una danza bahiana la cui origine è riscontrabile nei rituali kongo dove faceva parte dei cucumbis, i riti per l'incoronazione dei monarchi in cui si rappresenta la leggenda di un messaggero inviato da una regina per sfidare il mameto (re dei Kongo) al combattimento. Il mameto, che muore nel combattimento, viene poi risuscitato dal quimboto (sciamano). Il makulelé è un frammento di questo rito, rappresentando il combattimento tra il messaggero e il mameto, oggi interpretato in diverse feste religiose. Il samba de roda, nato dal batuque, viene ballato in cerchio con coppie di ballerini che si alternano al centro. Il candomblé (Bahia) è una religione sincretica afro-cristiana di origine prevalentemente yoruba in cui le divinità africane (orixà) si identificano con i santi cattolici; le adepte, dette "figlie di santo" vengono possedute dalle divinità invocate con i tamburi atabaque.

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