La
confraternita dei Mevlevi ha sviluppato
a Konya fin dal XII secolo, una musica colta fondata sul sistema dei makam, modi analoghi ai maqam arabi, ai datsgah iraniani e ai raga indiani. La musica sufi della setta Mevlevi, per le sue caratteristiche
spirituali e meditative, aiuta i credenti ad avvicinarsi a Dio con un rituale che
prevede una danza rotatoria dove la mano sinistra è abbassata verso terra,
mentre la mano destra è girata verso il cielo. Il danzatore diviene così il
medium tra la terra ed il cielo. La musica è dominata dal nay (flauto
verticale) che ha un ruolo mistico nella musica turca, i Küdum (piccoli
timpani in cuoio ricoperti di pelle di capra) e gli halile (piatti in
rame). Con tali strumenti si esegue la musica del rito mevlevi (ayîn),
elemento principale del sema, concerto spirituale preconizzato dal fondatore
della confraternita, Mevlänä Djelâleddin el Rûmi («il nostro maestro Djelâleddin
del paese di Rum») e divenuto la base della musica colta turca.
Il nome Mevlevi deriva da quello di Mevlana, con il quale era conosciuto presso
i Dervisci il grande poeta mistico del 13° sec., Jelaluddin Rûmi. Il canto
cerimoniale è basato soprattutto su poemi tratti dal “Masnavi“ o da altri scritti di Rûmi. Egli non diede origine alla
danza religiosa presso i Sufi, poiché essa gli preesisteva, ma le diede enorme
importanza. Così scriveva: "Molte
strade portano a Dio. Io ho scelto quella della danza e della musica”.
Il rituale ha inizio con un lento assolo di preghiera al profeta Maometto, poi i danzatori si tolgono i neri mantelli e chiedono al Semazen il permesso di danzare; benedetti da lui, cominciano lentamente a volteggiare, con le braccia incrociate. A mano a mano che i giri si fanno più veloci i lunghi abiti di discostano dal corpo dei danzatori e le loro braccia si distendono. Il percorso descritto dai Dervisci sul pavimento della sala simboleggia i movimenti dei pianeti intorno al sole: ciascun Derviscio ruota intorno al proprio asse e al tempo stesso si muove intorno al leader Semazen, che rappresenta il sole.
Yusuf KAYYA : Direttore artistico, suonatore di ney
Ömer Faruk BELVIRANLI : canto
Kagan ULAS : suonatore di tanbur
Hakan KILINCARLSLAN: suonatore di kanun
Suat ORHAN : suonatore di bendir
Ahmet ÇALISIR : canto
Ahmet UNCU : canto
Ali Vefa SAGBAS: canto
Fahri OZCAKIL: maestro cerimoniere
Ahmet TEKELIOGLU : derviscio danzante
Omer Faruk ERDEM: derviscio danzante
Sitki ÇOKÜNLÜ: derviscio danzante
Resat VAROL : derviscio danzante
Ore 21.00 Proiezione del documentario:
Mevlevi, mistici della tolleranza
di Vincenzo Pergolizzi (documentario, Turchia, 2006, 30 min.)
Ha veramente l'islam quest'anima distruttrice e intollerante o ci sono altre realtà che ci rivelano un islam popolare non cosi ostile ma anzi vicino a noi? “Mevlevi” è un viaggio che scopre lentamente l’atteggiamento di grande apertura dei dervisci Mevlevi e i significati nascosti della loro danza, in realtà una preghiera per tutti gli uomini al di là delle culture e delle religioni.
Ingresso: 15euro (intero) 12euro (ridotto)
Riduzioni: under 12, over 65, studenti universitari e soci coop
Prevendite Box Office ![]()

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055 210804
Info:Centro Flog, tel. ![]()

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