Un
gioco linguistico? Uno sport verbale? Un passatempo enigmistico? Un artigianato
di parole? La poesia estemporanea si ridefinisce ogni volta, mettendo in moto i
suoi processi mnemonici e il suo bagaglio lessicale. Nella sua lotta contro il
tempo si creano continui cortocircuiti tra passato e presente, che si nutrono
di storia e di cronaca, di leggenda e attualità, di mitologia e di vita quotidiana,
di sapienza contadina e di esperienza urbana. Questo esercizio del parlar
materno si alimenta di retorica e di trivialità: nell’arco di una strofa può
passare dal banale al sublime e tutto si gioca nel qui e ora, con la complicità
di chi ascolta.
Nei contrasti tra due poeti/cantori il pubblico abitualmente interagisce suggerendo temi, argomenti, personaggi, concetti che i performer devono rappresentare, interpretare e sviluppare. La sua pratica è diffusa in tutto il Mediterraneo (e oltre) in differenti lingue, strutture metriche e cadenze melodiche, con o senza strumenti musicali, e resiste alle trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche, con sorprendente vitalità e capacità di adattamento.
Per
rappresentarne la creatività sono state scelte alcune tra le forme più
immediatamente riconoscibili dal punto di vista sonoro, connesse a tradizioni o
stili musicali ben definiti, come
flamenco e fado da una parte, e rap e raggamuffin dall’altra. In tutti e due casi
si tratta di improvvisazione poetica in forma di concerto, e nel suo insieme di
un dialogo fra tradizione e modernità realizzato a distanza, nel quale l’ottava
rima fa da catalizzatore.
Il
trovo di Murcia, della Spagna meridionale, si intona prevalentemente su
due distinti modelli melodici aflamencados, la malagueña e la guajira,
la prima della famiglia dei cantes del Levante e la seconda di quella
ibero-americana di ida y vuelta, ed è caratterizzato da un notevole
virtuosismo verbale, vocale e strumentale.
Nella pratica del cantar a desafio (contrasto) del Portogallo, tra le diverse forme di improvvisazione risaltano le desgarradas del fado castiço, che rappresentano il dialogo musicale e poetico della radice più autentica e originale della canzone urbana di Lisbona.
Con
la rapidità del toasting e la creatività del freestyle la cultura
hip hop manifesta la sua ubiquità cosmopolita e il suo sincretismo postmoderno,
risaltando nelle sfide verbali in rima scandite dalle pulsazioni dei differenti
beat – dal raggamuffin al rap –messi
in gioco con arte vocale dallo human beat box.
Tra queste diverse forme di poesia estemporanea, l’andante declamato dell’ottava rima figura come un benevolo padrone di casa, forte della sua secolare tradizione.
Paolo Scarnecchia
1° serata (29/10 Auditorium Flog)
Spagna: Trovo di Murcia
Antonio Sanchez Marín – trovero
Juan Santos Contreras “El Baranda” – trovero
Paco Pedreño – cantaor
Juan Martínez “El Mergo” – guitarra
Portogallo: Desgarradas fadistas
Nuno de Aguiar – fadista
Nany Nadais – fadista
Eurico Machado – guitarra portuguesa
Nelson Aleixo – viola de fado
2° serata: (30/10 Teatro Studio)
Freestyle
Kiave – rap
Clementino – rap
Jesto – rap
Il Generale – raggamuffin
AlienDee – human beat box
Ottava rima
Donato De Acutis – poeta a braccio
Giampiero Giamogante – poeta a braccio
Irene Marconi – poeta a braccio
Enrico Rustici – poeta a braccio

M. Setti, D. de Acutis e E. Meliani al Museo della terra di Latera (VT)
(foto di E. Censorii e A. Masini)
Ingresso: 15euro (intero) 12euro (ridotto)
Riduzioni: under 12, over 65, studenti universitari e soci coop
Prevendite Box Office ![]()
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055 210804 Info:Centro Flog, tel. ![]()
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