MUSICA DEI NAWAR

Gypsy (o gipsy), vocabolo anglosassone che significa «zingaro», deriva da «Egyptian». In Egitto esistono una decina di clan zigani differenti e i Nawar (che appartengono al clan dei Masalib) sono noti per la loro abilità nel suonare il rabab (violino a due corde di crine di cavallo suonato ad archetto, con una cassa armonica costituita da una noce di cocco su cui è tirata una pelle di pesce). Il loro repertorio comprende componimenti d’amore e di festa, ma anche molti canti epici ove raggiungono grandi livelli d’intensità narrando, per esempio, le vicende che hanno accompagnato le migrazioni delle tribù beduine nella prima metà del X secolo. Questa grande epopea sarebbe forse scomparsa, senza i bardi zigani che, per tradizione orale, l’hanno tramandata fino a noi. Ancora una volta, paradossalmente, gli Zigani si sono fatti depositari della cultura tradizionale beduina che pur li esclude sul piano etnico-sociale. Il gruppo Nawar, interprete della tradizione musicale zigana d’Egitto, comprende anche una danzatrice (ghawazi) con nacchere bronzee, anch’essa appartenente allo stesso clan, considerata una delle più autentiche rappresentanti della “danza del ventre” (raqs sharqi). Il Cairo accoglieva una miriade di danzatrici e musicisti zigani, fino a quando, nel 1834, furono tutti espulsi per oltraggio alla pubblica morale dal Sultano Mohamed Ali e relegati, fino ad oggi, in Alto Egitto. Il costume delle danzatrici, il modo di acconciarsi i capelli, l’abbondanza degli ori e delle scintillanti paillettes, per quanto modificata nel corso di questo secolo, è ancora molto simile all’immagine che l’iconografia egiziana ci tramanda sin dall’antichità.